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LICENZIATI DALLA CGIL - 09.04.2011

Il comitato delle lavoratrici e dei lavoratori lincenzati dalla cgil arriva sotto la sede nazionale del sindacato confederale per chiedere conto su licenziamenti illeciti, lavoro nero, mobbing, e precarietà...la cgil decide di non ricevere i suoi lavoratori...

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Lavoratori licenziati dalla CGIL

martedì 19 aprile 2011

 
Il Comitato dei Lavoratori licenziati dalla CGIL ringrazia il TG1 per aver dato voce alle nostre tristi vicende. A quanti ci hanno accusato di esserci fatti “strumentalizzare” rispondiamo che è da mesi che inviamo le nostre storie - corredate dalle denunce (esposti e ricorsi) - a tutt'’Italia. Il giornalista ha, prima di tutto, il dovere di informare. Il tg1 non ha “costruito” la notizia. Ha semplicemente voluto raccontare dei fatti che – piaccia o non piaccia – sono accaduti, come dimostra il fatto che una delegazione dei licenziati dalla CGIL è in presidio a Roma davanti la sede della CGIL nazionale ormai dallo scorso 8 aprile, rivendicando giustizia e diritti. Spiace constatare che il TG1 sia stato l’unico telegiornale a darci voce. Gli altri hanno preferito voltarsi dall’altra parte.
Non permettiamo a nessuno di dirci che ci siamo venduti alla destra. Chi conosce noi e la nostra storia di militanza (sempre a sinistra) sa bene che non è così. Siamo pronti a tirar fuori tutte le mail (con data e ora di spedizione) inviati a TUTTI - e sottolineamo TUTTI - gli organi di informazione mediatica. Non è certamente colpa nostra se ad accorgersi di quanto stava accadendo è stato solo il TG1.
Raccontare non vuol dire per forza dare torto o ragione. Raccontare non implica che non vi sia il diritto di replica. Le nostre sono storie pubbliche e supportate da denunce che sono al vaglio della Magistratura competente. Non sono cioè, parole in libertà, ma fatti. Fatti che fanno male e feriscono. Indubbiamente. Ad “infangare” non è mai chi denuncia, ma chi commette degli atti non consoni al proprio ruolo e ai valori di cui si mostra portavoce.
Dunque un ringraziamento aperto al TG1 e una richiesta pubblica a tutti i giornalisti seri e imparziali di questo paese (e sappiamo che ce ne sono tanti) di cominciare a rompere questo odioso muro del silenzio che è calato, come una pesante cortina, su di noi.
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19 aprile alle ore 11.28 LAVORO – DI BIAGIO (FLI), IN STRADA CON I LICENZIATI CGIL

Roma, 19 aprile 2011 – “Accanto a questi giovani abbandonati dalle istituzioni, abbandonati dal sindacato al quale hanno offerto la loro professionalità e competenza, si comprende quanto ancora bisogna fare in Italia a tutela delle fasce più deboli dei lavoratori, soprattutto se a violare i diritti fondamentali è proprio il primo sindacato italiano”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato Fli che ha partecipato al sit-in di protesta del comitato dei licenziati della Cgil, che da dieci giorni si svolge fuori alla sede romana del sindacato. “Molti sono stati gli atti parlamentari indirizzati al ministro Sacconi per chiedere chiarimenti – spiega – ma i riscontri sono stati scarsi, per tale ragione si svolgerà a breve un question time in aula per chiedere al Ministero di intervenire a tutela di questi lavoratori, usati e poi buttati della Cgil, senza alcun contratto né garanzia né giusta causa”. “Fermo restando il rispetto per il ruolo storicamente consolidato dei sindacati –conclude – è ignobile pensare che questi possano operare ed agire in una sorta di anarchia, sfuggendo essi stessi a quelle norme per le quali anni addietro hanno combattuto. La tutela ed i diritti valgono per tutti anche per i loro stessi impiegati”.
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sabato 16 aprile 2011

LA STORIA DI MARINELLA TONINI LICENZIATA DALLA CGIL DI GROSSETO

Continuano ad arrivarci e-mail di persone che si mettono in contatto con noi per raccontarci le loro storie di precari e licenziati dalla CGIL. Naturalmente scegliamo di dare spazio a quelle sulle quali c'è già avviato un percorso dinnanzi alla Magistratura competente, ciò onde evitare strumentalizzazioni.
Il fatto però che ci siano casi di persone che non hanno avuto la forza nè il coraggio di denunciare, dovrebbe far riflettere tutti. I lavoratori licenziati dal sindacato sono quasi sempre soli e privi di tutela.
Di seguito la storia di Marinella Tonini licenziata dalla CGIL di Grosseto, reintegrata dal giudice e licenziata cinque minuti dopo dal sindacato. Alleghiamo anche la lettera che scrisse a Guglielmo Epifani per raccontargli ciò che stava accadendo. Naturalmente questa lettera, come tante altre, scritte dai lavoratori licenziati dalla CGIL, rimase senza risposta.
Una riflessione è d'obbligo. E' possibile che tutte queste persone siano pazze? E' possibile che una mattina ci si svegli e si decida di "aggredire" gratuitamente un sindacato al quale si è aderito per anni con spirito di appartenenza? E' possibile che tutte queste persone sono state e restano compagni e compagne che hanno amato la CGIL e ne hanno condiviso valori e battaglie?
C'è o non c'è qualcosa che non va'? Perché continuare a far finta di niente?


Il tutto inizia alla fine del 2002
Viene  inviata a tutti i  livelli dell’organizzazione una lettera diffamatoria nei miei confronti  a nome della funzione pubblica firmata dal  suo segretario.
Vista l’impossibilità di far valere le mie ragioni e tutelare la mia onorabilità sono stata costretta a sporgere querela contro il firmatario della stessa.
Da allora la vita è diventata  un inferno: ho dovuto subire ogni sorta di pressione affinchè ritirassi la querela, mi era stata offerta anche una somma di denaro per abbandonare spontaneamente l’organizzazione.
Ho dovuto cedere e ritirare la querela, pensavo fosse finita e invece il bello doveva ancora arrivare:
Nel febbraio 2005 passaggio dal libro paga della Camera del Lavoro a quello della Società che gestisce il CAAF. (con verbale di intesa che garantiva il mio rientro in CGIL alla scadenza dell’incarico di direttore di detta società). Hanno aspettato il primo pretesto ed ecco il licenziamento:
Tutto costruito ad arte: Mi vengono richieste con la solita e già conosciuta insistenza le dimissioni dall’incarico con la rassicurazione di un rientro immediato in CGIL ad altro incarico anche se di livello inferiore .  Stanca della situazione accetto e consegno le dimissioni  “dall’incarico di direttore”.  Quel giorno ho firmato la mia uscita dalla CGIL
Il giudice del Tribunale di Grosseto accoglie in pieno il mio ricorso condannando la società al pagamento delle mensilità  dalla data del licenziamento alla data dell’udienza e all’immediato reintegro ( nelle sua difesa la CGIL ha  cercato in tutti i modi di dimostrare che non vi erano i 15 dipendenti per l’applicazione della’art. 18 )
Obbligati alla riassunzione cosa fanno? Mi licenziano di nuovo!!!!
Motivazione “ non hanno  alcuna possibilità per una mia collocazione”
Purtroppo  per me la Corte di Appello di Firenze accoglie la loro tesi.
Per I giudici io  Mi sono dimessa non mi hanno licenziata!!!!!
Adesso sono in attesa della decisone della Cassazione.
Comunque vada non mi arrenderò! Ovvio se sarà favorevole la strada sarà in salita, ma anche se sarà sfavorevole andrò avanti con il licenziamento CGIL in base all’accordo sottoscritto.
Mi batterò fino a che avrò fiato!!!!!!!!!!!!
Ovviamente ho attivato tutta la procedura interna prevista dallo statuto………ho scritto ai segretari regionali che si sono succeduti nel tempo, mai nessuna risposta..l’ ultima nota, che vi allego,  l’ho inviata ad Epifani e per conoscenza a tutta la segreteria nazionale e regionale, quindi anche alla Camusso. Ovviamente nessuna risposta .
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